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Avatar di Out Of Place

Oh quante cose ho lasciato a metà per mancanza di fiducia o di conferme esterne, prima di trovarne una che avesse senso per me e solo per me. Un progetto può non crescere, può migliorare di poco, può richiedere un tempo di crescita apparentemente infinito. Eppure, nel frattempo, può stare costruendo la persona che sarà capace di sostenerlo quando crescerà. Mi sembra di essere l'esempio perfetto per me stessa. Se tra un anno la mia newsletter esplodesse, non sarebbe solo perché ho continuato a pubblicare, secondo me. Avverrebbe perché, intanto, sono diventata una persona che scrive meglio, pensa meglio, legge meglio, osserva meglio, tollera meglio la frustrazione, riconosce una buona idea, elimina quelle mediocri... Insomma il vero prodotto di questi mesi sono io, non la newsletter. E questa è una misura che nessuna dashboard mostra e che aiuta a non mollare; pensiamo di costruire un progetto, ma il progetto sta silenziosamente costruendo noi. E li trattiamo, queste creazioni - a mio parere erroneamente - come se fossero esperimenti. Con molta probabilità assomigliano più a delle relazioni. Ecco, un rapporto umano interessante o emotivamente coinvolgente non lo interrompi dopo tre o otto conversazioni perché non ha ancora prodotto abbastanza. Continui perché senti da qualche parte dentro di te, che stai diventando qualcuno di diverso dentro quella relazione. Trovo che per avere fiducia nel processo, con i progetti debba essere lo stesso. Grazie per il tuo contenuto foriero di speranza.

Avatar di Simone Pazzano

Bellissimo questo commento! Ti ringrazio per il contributo! E che contributo! :) Parole preziosissime. Mi piace molto il concetto, alla fine il "progetto" più interessante su cui lavoriamo siamo noi stessi. E quindi perché mollare?!

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Assolutamente, procediamo.