Ricordati di chi tace
[Onde #241] La fiducia con chi ti segue si costruisce quasi sempre lontano dalle metriche.
Durante gli eventi o nel corso di una consulenza, mi capita spesso di scoprire persone che leggono Onde da mesi senza essere mai “comparse” da nessuna parte. Sono fuori dai miei radar. Niente commenti, niente condivisioni, niente “mi piace”: eppure si ricordano parole precise, passaggi di puntate vecchie, a volte citano frasi e temi che io stesso ho quasi dimenticato di aver scritto. Quando ci penso, mi colpisce la stessa cosa: per la maggior parte delle metriche con cui di solito si valuta se una puntata “funziona”, quelle persone non esistono.
Basta riflettere su come ci comportiamo tutti da lettori, ascoltatori, spettatori. Capita di mettere un cuore o di condividere, ma la parte più consistente del nostro rapporto con un contenuto vive quasi sempre altrove: nel post riaperto a distanza di settimane, nell'articolo inoltrato da un collega in chat, nell'episodio di podcast ascoltato in cuffia, nella newsletter che rileggiamo prima di una riunione importante. Per chi quel contenuto l'ha prodotto, magari resta un'apertura tracciata, magari un click, magari niente: di tutto quello che gli succede attorno - letture, conversazioni, ripensamenti - non c'è quasi traccia. Eppure è proprio lì che un contenuto lascia il segno.
Tutto questo punta a una cosa che si tende a dimenticare.
Le metriche visibili - aperture, like, commenti, condivisioni - descrivono solo una porzione delle persone che ti leggono davvero.
Quasi tutto il resto succede in posti che non puoi misurare: screenshot mandati a un’amica, frasi citate a memoria in una riunione, link inoltrati in una chat, conversazioni a cena in cui qualcuno dice “ho letto una cosa interessante” e non te lo dirà mai.
Il problema è che chi reagisce ti dà un segnale immediato, leggibile, gratificante. Chi non reagisce non ti dà niente, per definizione. Così, senza accorgertene, costruisci la tua strategia su quel poco che vedi e parli sempre più forte a chi ti risponde, dimenticando che la maggior parte del lavoro succede altrove, in silenzio, lontano dalla tua dashboard.
La fiducia, peraltro, si costruisce quasi sempre lì. Una persona può leggere per due anni senza dare un solo segnale e poi, un giorno, scriverti per chiederti una consulenza o consigliarti a un cliente in una riunione di cui non saprai mai nulla.
Il legame nel tempo non lascia notifiche: sedimenta.
C’è una domanda che provo a tenermi addosso quando scrivo, e forse vale anche per te: a chi sto parlando davvero in questa frase? Alla persona che metterà un cuore (cioè scrivo per l’engagement) o alla persona che silenziosamente la salverà in una cartella e la rileggerà tra sei mesi (ovvero scrivo per l’utilità di tutti)?
Entrambe contano, sia chiaro! Ma siccome la seconda non te lo dirà mai, vale la pena scrivere ricordandosi sempre che c’è anche lei nella stanza. Eccome se c’è.
🤿 Una volta al mese - l’ultima domenica - queste Onde diventano la Marea: un long form che prende un tema e gli dà tutto il tempo che merita, senza guardare l’orologio. Più spazio, più respiro.
Se la profondità ti interessa più della frequenza, è il posto giusto.
💡 I link della settimana
💻 Lavorare - I peggiori errori che un addetto stampa può commettere con i giornalisti (e come evitarli). Una ricerca su 800 giornalisti europei tira fuori una verità scomoda per chi lavora con la stampa: il 90% non vuole follow-up non richiesti e solo 11 comunicati su 100 vengono considerati utili. La conclusione è una di quelle cose che diciamo tutti e che applichiamo molto meno: meglio scrivere a cinque persone giuste che a cinquanta a casaccio.
📱 Social - LinkedIn nel 2026: 5 dati chiave per migliorare contenuti e performance. Le domande dirette portano il 77% di commenti in più, i link funzionano sulle pagine aziendali e malissimo sui profili personali: se LinkedIn è un canale che presidi sul serio, è la fotografia da tenere accanto per i prossimi mesi.
🛠️ Il tool - Pagey. Portfolio e CV in pochi minuti, da un'unica base che vale sia per il lavoro da freelance che per le candidature o i progetti personali. Niente più tre versioni dello stesso documento sparse su Drive, niente più sito personale da rifare ogni due anni. Se il tuo portfolio è sempre quello "da aggiornare prossima settimana", vale la pena dargli un'occhiata.
📚 Leggere - AI come ansIA. Sonia Montegiove ha scelto una metafora che funziona davvero: l’intelligenza artificiale come un farmaco da banco. Nel libro ne spiega il bugiardino - indicazioni, benefici, controindicazioni - pensato per chi vuole parlarne con figli, studenti, ragazzi senza scivolare nell’allarmismo né nell’entusiasmo ingenuo.
✍🏻 Scrivere - Come scrivere prompt efficaci per creare preventivi professionali con l’AI. Sei passaggi per costruire un prompt che genera preventivi PDF puliti al primo colpo: contesto, struttura, formato, dati, tono, prompt completo. Niente magie, solo il modo giusto di scrivere il brief, che poi è la differenza tra usare bene l’AI e usarla male in qualsiasi ambito.
🎧 Ascoltare - Il codice Berne. Perché ripetiamo gli stessi schemi nelle relazioni, perché certi rapporti finiscono sempre nello stesso modo, perché cerchiamo certi riconoscimenti e non altri. In questo podcast Matteo Neroni racconta Eric Berne, padre dell’Analisi Transazionale, con la chiarezza che serve per portarlo fuori dai manuali di psicologia.
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