eh, la soglia. ad averla! da quando ho aperto la p.iva vivo in un continuum, non esistono nemmeno i fine settimana. per adesso non mi pesa perché penso che sto creando “la mia cosa”, ma sono consapevole del fatto che alla lunga sentirò il peso e la fatica di essere dentro “la mia cosa” 7/7 h24. spero di riuscire a disegnare un confine presto, grazie per aver condiviso questa riflessione, che ha innescato la mia.
Posso capire molto bene! :) I progetti che ci appassionano ci coinvolgono totalmente.
Per un periodo si può fare, poi - per quanto sia ciò che ci piace - è necessario trovare una soglia d'uscita per qualche ora al giorno. Ne giova anche il nostro progetto, non solo noi.
Nel tempo sono riuscito a crearmi soglie diverse per diversi momenti e stati della giornata e della mia settimana. 3 anni fa, complice un calo di fatturato, ho ripreso in mano un sogno che avevo nel cassetto. Correre la maratona di NY. Prepararmi per la Maratona mi ha insegnato qualcosa di controintuitivo: per arrivare in fondo, bisognava che imparassi a rallentare.
Per anni ho creduto che il risultato fosse tutto.
Nel lavoro, nella crescita di un business, nella vita. Mi sono fatto condizionare dal giudizio degli altri, ho cercato di bruciare le tappe, di spingere sempre al massimo.
Eppure, da quell'anno, ora che corro, capisco quanto questa mentalità sia fragile, effimera. La corsa mi ha insegnato e continua a farlo (quest'anno ho corso Atene!) a stare bene con me e per me.
Quindi tornano alle soglie, quando sono fuori, con le mie scarpe allacciate, i miei pensieri e il terreno che scorre sotto di me, tutto il resto è leggero.
Hai colto un punto cruciale: la soglia. Vivo continuamente la labilità di questo confine, ma negli ultimi mesi mi sono imposta di tracciare un perimetro altrimenti non esci mai da quella dimensione. È una cosa che devi prima di tutto dire a te stessa e poi gli altri di conseguenza impareranno a rispettare quei confini.
Confine delicatissimo quando si è liberi professionisti e quando si fa ciò che piace come lavoro. Perché spesso sembra non essere necessario e ci sentiamo in controllo... in realtà bisogna assolutamente farci attenzione.
Aspetto con piacere le nuove puntate di Madeleine.
eh, la soglia. ad averla! da quando ho aperto la p.iva vivo in un continuum, non esistono nemmeno i fine settimana. per adesso non mi pesa perché penso che sto creando “la mia cosa”, ma sono consapevole del fatto che alla lunga sentirò il peso e la fatica di essere dentro “la mia cosa” 7/7 h24. spero di riuscire a disegnare un confine presto, grazie per aver condiviso questa riflessione, che ha innescato la mia.
Posso capire molto bene! :) I progetti che ci appassionano ci coinvolgono totalmente.
Per un periodo si può fare, poi - per quanto sia ciò che ci piace - è necessario trovare una soglia d'uscita per qualche ora al giorno. Ne giova anche il nostro progetto, non solo noi.
Nel tempo sono riuscito a crearmi soglie diverse per diversi momenti e stati della giornata e della mia settimana. 3 anni fa, complice un calo di fatturato, ho ripreso in mano un sogno che avevo nel cassetto. Correre la maratona di NY. Prepararmi per la Maratona mi ha insegnato qualcosa di controintuitivo: per arrivare in fondo, bisognava che imparassi a rallentare.
Per anni ho creduto che il risultato fosse tutto.
Nel lavoro, nella crescita di un business, nella vita. Mi sono fatto condizionare dal giudizio degli altri, ho cercato di bruciare le tappe, di spingere sempre al massimo.
Eppure, da quell'anno, ora che corro, capisco quanto questa mentalità sia fragile, effimera. La corsa mi ha insegnato e continua a farlo (quest'anno ho corso Atene!) a stare bene con me e per me.
Quindi tornano alle soglie, quando sono fuori, con le mie scarpe allacciate, i miei pensieri e il terreno che scorre sotto di me, tutto il resto è leggero.
Che fatica la tua soglia, Alessandro! 😅
Scherzi a parte, complimenti! Comprendo molto bene la sensazione di cui parli.
👋Simone🙏🏼 per aver evidenziato e soppesato tali comportamenti.
Il ‘dopo’ da sopportare e supportare, fermandosi nell’ascolto. Il non ‘dover’ riproporsi per riempirsi di altri doverosi piccoli impegni🪁
Roberta, grazie a te per queste parole! 🙏🏻
Hai colto un punto cruciale: la soglia. Vivo continuamente la labilità di questo confine, ma negli ultimi mesi mi sono imposta di tracciare un perimetro altrimenti non esci mai da quella dimensione. È una cosa che devi prima di tutto dire a te stessa e poi gli altri di conseguenza impareranno a rispettare quei confini.
E felice che ti sia piaciuto Madeline!
Confine delicatissimo quando si è liberi professionisti e quando si fa ciò che piace come lavoro. Perché spesso sembra non essere necessario e ci sentiamo in controllo... in realtà bisogna assolutamente farci attenzione.
Aspetto con piacere le nuove puntate di Madeleine.