Il filtro come gesto di cura
[Onde #229] Quando tutto è disponibile, orientarsi e orientare diventa la vera competenza. Perché ci fidiamo più di una persona che di un algoritmo.
Ogni inizio anno sembra essere il momento delle “grandi idee”. Report, trend, previsioni: apri social e newsletter e ti raggiungono tantissime visioni sul futuro del lavoro, dell’AI, del marketing… del mondo. Giusto eh, servono anche a me queste informazioni, ma la quantità di “roba” che ci piove addosso comincia a spaventarmi un po’. E proprio prendendo spunto dalle Big Ideas 2026 di LinkedIn, qualche settimana ci ho scritto sopra un post. Se l’hai incrociato, sai già qual è il concetto che mi è rimasto in mano più degli altri: la curatela.
È qualcosa a cui ho pensato leggendo di organizzazione di viaggi e problemi dell’overtourism, ma vale in egual modo per la comunicazione e tutti i suoi derivati. Non mancano i contenuti intorno a noi, mancano i passaggi (e le persone!) che ci aiutano a distinguere cosa merita la nostra attenzione adesso.
Giornali, newsletter, podcast, video, corsi, post: l’ispirazione non è un problema. Il problema è uscirne con la sensazione di aver trovato qualcosa che ti serve, invece di quella leggera nausea da “ho visto tutto e non mi è rimasto niente”.
La curatela è quel lavoro silenzioso (e prezioso) che qualcuno fa per te: mette ordine, sceglie e collega. Non taglia via il mondo, ma lo rende più leggibile. Ti dice: “se ti interessa davvero questo tema, comincia da qui”. E ti risparmia un po’ di fatica nel separare il carino dall’utile, il trend dal lavoro serio.
Questa cosa è profondamente umana. Quando cerchiamo orientamento, alla fine ci affidiamo a una persona, non a un algoritmo. A qualcuno di cui conosciamo già un po’ il gusto, le fissazioni, le competenze, i limiti. Di cui abbiamo potuto testare nel tempo la coerenza.
Per questo, entrando nel 2026, sento che la curatela è una competenza che torna ad avere un peso concreto, non un semplice vezzo da newsletter.
Quando tutto è disponibile, il valore si sposta su chi filtra con responsabilità. Su chi mette in fila poche cose, spiegando perché proprio quelle e che idea di mondo ci sta dietro.
Onde, in fondo, vorrebbe essere anche questo: un luogo dove una persona, prima ancora che un professionista, fa una prima scrematura per te, dichiarando la sua prospettiva, i suoi limiti, le sue manie. Un patto implicito: io ci metto attenzione nella scelta e nel contesto, tu ci metti fiducia e un po’ di tempo.
L’augurio, per me e per te, all’inizio di quest’anno è semplice: costruirci un piccolo ecosistema di fiducia e provare, quando tocca a noi, a essere quel filtro gentile per qualcun altro.
Perché la sensazione di non essere più soli nel rumore parte anche da qui: da una persona che dice “ho guardato, ho scelto, adesso ti accompagno”. E da un’altra persona che decide che vale la pena farsi accompagnare.
🌊 L’Onda giusta
Le conversazioni più interessanti che nascono da questa newsletter spesso finiscono in una risposta via email o in un messaggio sui social. Alcune però meriterebbero uno spazio dove continuare, dove altri possano aggiungere il loro punto di vista.
E così ho aperto un subreddit - una sorta di forum tematico su Reddit - dedicato a questi argomenti: r/comunicaremeglio. Non è una replica di Onde, è semplicemente un posto dove discutere di comunicazione, strategia, scrittura, con chi ha voglia di farlo senza i tempi compressi dei social.
Se frequenti già la piattaforma sai come funziona. Se non la conosci, può essere un buon punto d’ingresso: è uno dei pochi luoghi dove le conversazioni lunghe possono avere ancora senso. E poi il moderatore sono io, quindi direi che il rischio “degenero” è scongiurato! ;)
💡 I link della settimana
💻 Lavorare - Che cos’è l’intento della parola chiave? Dietro ogni keyword c’è una domanda diversa: informarsi, confrontare, comprare. Questo pezzo ti aiuta a leggere meglio l’intento e a smettere di scrivere articoli “per tutti”, che alla fine non parlano a nessuno.
📱 Social - Il ruolo dei social. Riccardo Scandellari rimette al centro idee originali, relazioni e pochi canali fatti bene, invece di essere ovunque “tanto per”. I social servono se portano a contatti e richieste di lavoro. Non se collezioni like.
🛠️ Il tool - Le migliori app di intelligenza artificiale del 2025. Una selezione ragionata di strumenti: chatbot, tool per immagini e video, app che aiutano davvero con contenuti e produttività. Utile se vuoi scegliere 2-3 servizi buoni, invece di provarne dieci a caso.
📚 Leggere - La teoria di lasciare andare. Un libro per chi fa fatica a mollare prese, persone, situazioni. La “Let Them Theory” è semplice: lascia andare gli altri, torna a occuparti di te. Niente magia, solo tanti esempi in cui è facile riconoscersi.
✍🏻 Scrivere - Scrivere su LinkedIn non basta più: come distinguersi (anche dall’AI) per farsi riconoscere. Meno ossessione per il “post perfetto”, più attenzione a cosa dici e a come ti muovi nei commenti. Domitilla Ferrari ricorda che la differenza oggi non la fa il testo pulito dall’AI, ma il punto di vista umano e coerente.
🎧 Ascoltare - In Essenza. Un podcast sull’olfatto e su come i profumi tengono insieme ricordi, emozioni, luoghi. È breve e curato: ti lascia addosso l’idea che certe storie le ricordiamo proprio per come “profumavano”.
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Il tema della "curatela" è davvero interessante e potrebbe diventare guida anche per differenziarsi (rendersi utili) anche nel mondo del lavoro e del commercio.
Tutti ti offrono tutto? Ed ecco qui la mia selezione sensata spiegata e predigerita proprio per te.