6 Commenti
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Avatar di Sara Cappelletti

Forse il problema è che spesso già a scuola si interiorizza una modalità chiusa di fare domande...

Nei suoi libri, Guido Armellini approfondisce una distinzione che secondo me è molto interessante: quella tra domande legittime e illegittime. Cito perché non saprei dirlo meglio: "Secondo la definizione di von Foerster, una domanda è “legittima” quando chi la pone non ne conosce la risposta; in caso contrario si parla di “domanda illegittima”. I modelli didattici ufficiali, tutti tesi a trasmettere “abilità certificabili” e a controllarne l’acquisizione, pongono l’accento su ciò che noi sappiamo e gli studenti non sanno, e mirano a riempire il loro vuoto di conoscenza con il nostro sapere: ne consegue che sono interamente basati su “domande illegittime”.

Cosa ne pensi?

Ciao, Simone! :)

Avatar di Simone Pazzano

Sara, grazie per questo prezioso contributo! Sono perfettamente d'accordo, molto si interiorizza (hai usato proprio il verbo giusto) già a scuola, fin da piccoli.

Avatar di Alex

Stai cercando una conferma o vuoi il mio parere? È quello che rispondo a mia moglie quando mi porge una domanda 😉

Avatar di Simone Pazzano

ahahaha 😂 E se ci pensi, è una dinamica molto diffusa anche sul lavoro…

Avatar di Alex

Sempre meglio di alcuni posti di lavoro dove nemmeno te la porgono la domanda

Avatar di Alessandro Vannicelli

Una cosa che ho imparato nel tempo con i clienti è mettermi sempre in ascolto e capire il contesto dove è calato il mio interlocutore. Le persone comunicano quasi sempre una parte di esigenze , il resto rimane sommerso. In quel sommerso ci sono tante risposte . A noi l’onere è volte l’onore di metterci in ascolto